La Città di Seregno
Provincia: Monza e Brianza - Superficie:
12,924
kmq
Quota s.l.m.: 222 m. - Abitanti: 40.644 (2005)
Origine della città
Seregno sorse e si sviluppò in epoca romana all’incrocio di
due
importante vie di comunicazione: la Vallassina e la congiungente Ponte
Albiate con Meda. Il tracciato ortogonale del centro storico, segni di
centuriazione nelle campagne al confine con Desio e alcuni ritrovamenti
archeologici confermano l’origine romana della città. Negli atti
ufficiali il nome della città si è presentato nei secoli nelle grafie
più diverse: Serennum, Serenium, Seregnum, Siregno, Serigno. Questa
molteplicità ha reso difficili le ricerche sull’origine del nome. Uno
dei più illustri storici seregnesi, don Natale Longoni, sposando
l’ipotesi di un’origine romana del borgo riconduce il suo nome a quello
di una antichissima famiglia romana: la gens Serenia. In epoca romana
comunque Seregno era probabilmente un semplice fondo agrario nel quale
esisteva tuttavia un centro attivo. La prima testimonianza documentata
riguardante la città (un atto notarile) risale solo al 1056.
Seregno in epoca Medioevale
Durante i secoli XI e XII Seregno crebbe notevolmente, come
attesta una
pergamena del 1206 con la quale il “locus de Seregni” assunse la
qualifica di borgo. Dunque non si trattava più di un semplice
villaggio
circondato da campi agricoli, ma di un Comune, anch’esso in lotta come
gli altri contro il potere dell’Imperatore. Nel gennaio del
1277 la
città ospitò le truppe di Ottone Visconti che di qui mossero
il 21
gennaio di quell’anno contro la vicina Desio dove sconfissero i rivali
Torriani. Nei secoli Seregno seguì così le sorti del territorio
milanese al quale apparteneva. Alla morte del duca Francesco Maria
Sforza, la cui famiglia era subentrata ai Visconti, le maggiori potenze
europee si contesero il ducato fino alla pace di Chateaux-Cambresis
(1559) con la quale Milano passò alla Spagna. La famiglia Manriquez
divenne proprietaria del borgo di Seregno che cedette, dopo quasi un
secolo, alla famiglia Castelli. A questi succedettero i Medici, la più
nobile e antica famiglia del paese.
Dal ‘700 all’Unità d’Italia
Dopo due secoli di dominazione spagnola la pace di Aquisgrana
(1748)
pose fini al conflitti tra gli spagnoli e i francesi da una parte e gli
austriaci dall’altra assegnando a questi ultimi il ducato di Milano.
Sembrava iniziare, sotto Maria Teresa, un periodo di pace e prosperità.
Tuttavia nel 1796 Napoleone conquistò Milano è istituì la Repubblica
Cisalpina: a Seregno il governo della città fu affidato ad un
triumvirato composto da Giovanni Trabattoni, ricco possidente, dal
sacerdote Paolo Mazza e dallo studente Giovanni Battista Formenti. Gli
abitanti dell’epoca salutarono i nuovi eventi erigendo in città cinque
alberi della libertà. Il Congresso di Vienna del 1815 riconsegnò
tuttavia il territorio milanese all’Austria, venendo meno alle
aspirazioni di autonomia della popolazione: sorsero le prime società
segrete ed iniziarono i primi moti carbonari. Nel marzo 1848 un gruppo
di seregnesi partecipò alle Cinque Giornate di Milano e undici anni più
tardi a Seregno si respirò quel clima patriottico che fu caratteristico
della Seconda Guerra d’Indipendenza (1859-60). Con la conquista della
Lombardia da parte dei Savoia e l’entrata in vigore delle leggi del
nascente Regno d’Italia, anche a Seregno si tennero le prime elezioni
comunali. Il 24 gennaio 1860 gli aventi diritto al voto erano 250 (tale
diritto era infatti concesso solo ai benestanti istruiti), e fu eletto
primo sindaco di Seregno Carlo Silva, la cui Giunta si preoccupò di
costruire una nuova sede per il Municipio, nell’allora piazza Degli
Olmi. Quell’edificio corrisponde alla parte più antica del Palazzo
Landriani-Caponaghi.
Dal ‘900 ai giorni nostri
Dopo l’Unità d’Italia Seregno si sviluppò dal punto di vista demografico ed economico: nel 1866 fu inaugurata la Banca Popolare di Seregno e nel 1882 la linea ferroviaria costruita dagli austriaci fu collegata alla Svizzera col traforo del Gottardo. La Prima Guerra Mondiale portò per i seregnesi e gli italiani tutti l’inizio di un lungo periodo di stenti e povertà. A Seregno negli anni ’20, benché anche in città fosse stato costituito il Fascio, i fascisti stentavano ad affermarsi. La maggioranza dei voti andava ancora ai candidati cattolici. Le cose cambiarono nel 1926 quando tutti i partiti politici furono messi al bando dal regime, che ottenne una larga maggioranza. Luigi Silva fu eletto sindaco e quindi nominato podestà. Durante la Seconda Guerra Mondiale a Seregno fu installato un distaccamento militare. A seguito dei bombardamenti su Milano del 1943, molti profughi fuggirono dalla città cercando riparo in Brianza: a Seregno, nell’agosto del ’43 giunsero circa 8.000 sfollati, sistemati nelle scuole. Dopo la Liberazione il prefetto nominò Giovanni Colombo sindaco, carica che gli fu riconfermata nelle elezioni comunali dell’aprile del 1946, le prime a suffragio universale. Dagli anni ’50 Seregno visse una grande crescita economica e demografica. Nuove industrie sorsero in città e tanti spazi prima destinati alla campagna lasciarono spazio a nuovi quartieri. Tale crescita è rallentata sul finire degli anni ’70 quando Seregno comincia a trasformarsi da “città industriale” a “città dei servizi”. E anche oggi questo processo di terziarizzazione sembra trovare nuovo inpulso, stante soprattutto la recente istituzione della Provincia di Monza e Brianza, territorialmente concepita come entità a tre capoluoghi: Monza-Seregno-Vimercate.







