La Storia
Dal 1929 ai giorni nostri passando per il 75°esimo
La Sezione A.I.A. di Seregno è una tra le Sezioni più vecchie d’Italia. La sua fondazione è infatti da ricondursi al 1929, anche se tracce di arbitri in territorio seregnese sono testimoniate già dal 1924. Sul primo numero della rivista “l’Arbitro”, edito nel Novembre di quell’anno, è infatti riportato il nominativo dell’arbitro Giuseppe Calastro, trasferitosi da Padova a Seregno in via Vittorio Emanuele 9. Il nominativo, nella più probabile variante “Calastri”, è stato ritrovato anche su alcuni annuari quale arbitro tesserato del Seregno F.B.C.
Il giuoco del calcio in Brianza e il Comitato U.L.I.C. di Seregno
“Ul gioch del folba” era stato
introdotto a Seregno intorno
al 1911 da un gruppo di audaci giovanotti che guardavano forse con un
po’ di
invidia alla vicina Lissone, dove la locale società ginnastica Pro
Lissone già partecipava
a tornei di calcio fin dal 1906. Passati un paio di anni, nel 1913
questi
antesignani della palla calciata diedero ufficialmente vita al Seregno
F.B.C.
La squadra godeva di un certo benessere economico e possedeva un campo
da
giuoco in via Cesare Correnti, condizioni queste che le consentirono di
iscriversi nel 1914-15 al campionato di Terza Categoria del Comitato
Regionale
Lombardo F.I.G.C.. Purtroppo la mobilitazione generale del 29 Maggio
1915 fermò
gli entusiasmi di questi primi audaci. Quasi tutti partirono per il
fronte e
del calcio a Seregno si riparlerà solamente dopo il 4 Novembre 1918.
Frattanto, nonostante la guerra, era nata nel Settembre 1917
l’Unione Libera Italiana del Calcio (U.L.I.C.). L’organizzazione, sorta
a
Milano dove erano disponibili diversi campi da giuoco, aveva preso vita
su
iniziativa di un gruppo di appassionati con lo scopo di gestire in
proprio i
tornei delle squadre minori non affiliate alla F.I.G.C.. L’U.L.I.C. era
la
naturale risposta al disinteresse mostrato dalla Federazione per i
campionati
giovanili, in cui molte società erano rappresentanza di realtà minori
economicamente più deboli.
Finita la guerra, il baricentro dell’U.L.I.C. cominciò a
spostarsi dalla città alla provincia. Nel 1919-20 a Monza il Sempione
F.C. mise
a disposizione il proprio campo e nacque il Comitato Brianteo. Il primo
torneo
fu vinto dalla U.S. Caratese che organizzò sul proprio campo il
campionato
successivo. Nel 1922-23 fu quindi la Vis Nova S.C. di Giussano a tirare
le
redini del Comitato. Nel 1925-26 due squadre minori di Seregno, la
Forti e
Liberi e la S.C.Libertas, parteciparono al Campionato Brianteo che era
tornato
a disputarsi in quel di Monza.
Nel Luglio del 1927, in seguito ad una crisi del Comitato
Centrale Direttivo di Torino, la gestione dell’U.L.I.C. fu rimessa
nelle mani
del Presidente del C.O.N.I. Lando Ferretti. L’organizzazione uliciana
non subì
grandi cambiamenti se non quella, comunque radicale, che vide la nomina
dei
dirigenti dei Comitali Provinciali e Locali demandata alla Presidenza
Federale.
A questa, in linea con le direttive emanate dalla “Carta di Viareggio”
del
1926, venne quindi data facoltà di istituire un Comitato uliciano
laddove
fossero presenti almeno tre società.
Con i campi disponibili nel triangolo Carate-Giussano-Seregno,
le squadre della nostra Brianza trovarono ormai troppo scomodo e
gravoso
spostarsi a Monza per disputare il campionato del Comitato Brianteo. La
Legge
21 Giugno 1928, n.1580, dava inoltre impulso alla costruzione di nuovi
campi da
giuoco e i comuni si stavano organizzando per l’attuazione del decreto
favorendo così l’attività delle piccole società. Su iniziativa di un
gruppo di
sportivi della nostra città si concretizzò così nel 1928-29 la volontà
di dare
vita ad un campionato seregnese. I vertici dell’U.L.I.C. delinearono la
zona di
competenza del neonato Comitato di Seregno, ripartizione giustificata e
stabilita in virtù di quello che era il miglior mezzo di trasporto
dell’epoca:
il tram. Rientrarono così nella giurisdizione del neonato Comitato di
Seregno
dieci società: U.S.Barlassinese di Barlassina, S.S.Costanza e
S.C.Belloni di
Cinisello Balsamo, Giovani Calciatori Cusanesi di Cusano, Dopolavoro di
Carate
Brianza, Erranti Seregnesi e S.C.Libertas di Seregno, La Folgore e Snia
Viscosa
di Cesano Maderno, Vis Nova S.C. di Giussano. Riportiamo da “La
Gazzetta dello
Sport” del 4 Gennaio 1929: “Il fiorente Comitato uliciano di Seregno da
sei
giornate ininterrottamente fa disputare il campionato di prima
categoria. Le
partite combattute con la massima cavalleria dalle giovani compagini
hanno
richiamato sui campi numeroso pubblico che ha seguito le battaglie col
massimo
interesse”.
A stagione terminata i dirigenti dell’U.L.I.C. non poterono
che riconoscere la bontà dell’attività svolta dal Comitato di Seregno,
arricchita tra l’altro di innumerevoli tornei, e l’identità acquisita
dallo
stesso nel panorama del calcio lombardo. A questo si aggiunse la
consapevolezza
che le piccole squadre avrebbero svolto anche l’attività giovanile nei
ranghi
dell’U.L.I.C..
La fondazione
L’interesse intorno ai campionati
uliciani di Seregno crebbe
a tal punto che i dirigenti del Comitato dovettero, in vista del
campionato
1929-30, dotarsi stabilmente di un certo numero di arbitri, curandone
direttamente il reclutamento, la formazione e la gestione. Le gare del
primo
campionato del Comitato di Seregno infatti erano state dirette da
dirigenti e
calciatori messi di volta in volta a disposizione dalle società. La
questione
era ora diventata vitale visto che, abbandonata la iniziale “massima
cavalleria”, quando il campionato era entrato nel vivo non erano
mancate le
contestazioni. Apprendiamo a più riprese, sempre da “La Gazzetta dello
Sport”,
che S.C.Libertas-Dopolavoro Caratese, ad esempio, fu sospesa quando i
padroni di
casa abbandonarono il campo di giuoco “avendo rifiutato di accogliere
un
deliberato dell’arbitro”. La burrascosa gara La Folgore-Barlassinese
terminò
senza incidenti solo grazie all’opera fattiva dei dirigenti delle due
società.
E il raddoppio degli ospiti in Erranti-Barlassinese avvenne “al 40’ in
seguito
però a un fuori gioco non rilevato dall’arbitro e malgrado le vivissime
proteste dei segnalinee”.
I nomi dei primi fischietti seregnesi sono comunque
rintracciabili fra coloro che erano in qualche modo legati alle
società. La
tradizione vuole quali soci fondatori della Sezione di Seregno Cesare
Belloni,
Serafino Mariani, Carlo Martinoli e Francesco Sensi. Il primo era stato
dirigente accompagnatore del Seregno F.B.C.. Martinoli, che già col
nascere del
Comitato nel 1928-29 aveva indossato la giacchetta nera, era
addirittura fra
gli audaci fondatori del Seregno F.B.C.. E anche Serafino Mariani,
meglio
conosciuto come fuliléla tapezée, lo ritroviamo su una fotografia degli
anni
’30 con altri dirigenti e collaboratori della squadra azzurra.
Francesco Sensi
infine sarà apprezzato dirigente del Seregno F.B.C. quando questo
cavalcherà
l’onda della Serie B negli anni ’40 e ’50. Se la provenienza azzurra
degli
arbitri seregnesi non sorprende è semplicemente per il fatto che alla
Presidenza del Comitato di Seregno sedeva Aldo Dell’Orto, già dirigente
ed
attivissimo Segretario del Seregno F.B.C..
Non siamo a conoscenza di ulteriori nominativi di arbitri
seregnesi fino al 1931 anche se ipotizziamo che il Comitato U.L.I.C.
non
necessitasse per il momento di un numero eccessivo di direttori di gara
visto
che, contro ogni attesa, al via del nuovo campionato le squadre
partecipanti
passarono da dieci a sei.
Il Comitato Centrale Direttivo della F.I.G.C. si insediava
“nella nuova formazione voluta dalle Superiori Gerarchie” con la seduta
di
Presidenza del 2 Ottobre 1929. Il Presidente Leandro Arpinati
ufficializzava in
quell’occasione le nomine dei dirigenti i Comitati Locali: per Seregno
era
confermato Presidente Aldo Dell’Orto con il Vice Commissario Tecnico
Abele
Dell’Orto e i Consiglieri Giannetto Dell’Orto e Giuseppe Merenda. Gli
arbitri
seregnesi a disposizione del Comitato di Seregno erano con tutta
probabilità
allora inquadrati nei ranghi del Gruppo Milanese U.Meazza ma godevano
di ampia
autonomia essendo designati e gestiti direttamente dal V.C.T. del
Comitato che
come detto era Abele Dell’Orto. La fierezza di questo manipolo di
arbitri
brianzoli, uniti da fraterna amicizia, li faceva insomma già
identificare quale
“Gruppo Seregnese” e scelsero quale loro rappresentante il geometra
Cesare
Belloni. Si diedero così identità propria, sciolti da quei vincoli che
fino
allora li avevano legati alle società di appartenenza. Seppero in
questo modo
rispondere allo sprone che l’Avvocato Giovanni Mauro aveva pronunciato
a
Piacenza il 23 settembre 1929 nella riunione collegiale degli arbitri
italiani:
“Sappiano gli arbitri, che hanno veramente la passione per il loro
ufficio,
dimenticare la società di origine, dimenticare amici e nemici, per
dedicarsi,
ministri di una fede, uniti gli uni agli altri in una vita di
sacrificio, alla
missione che fra tutte le umane attività è la più alta: quella del
giudice”.
Prima sede, luogo naturale di dibattito e confronto, altro non poté
essere
comunque che quella del Comitato U.L.I.C. in via Silvio Pellico al
civico 2:
senza neanche immaginare quello che sarebbe diventata dopo
settantacinque anni
di storia, nasceva la Sezione di Seregno. I nostri arbitri uliciani
vennero poi
gradualmente sottoposti agli esami federali per entrare a disposizione
del
C.I.T.A, il Comitato Italiano Tecnico Arbitrale, organismo che dopo la
“Carta
di Viareggio” del 1926 aveva sostituito l’A.I.A..






